Il Vernantin, il coltello artigianale di tradizione tipico di Vernante, torna a far parlare di se’. Dei suoi antichi maestri di lama e degli attuali possibili eredi, della sua gente che per generazioni l’ha fieramente portato in tasca e del suo borgo d’origine, conosciuto in passato come “il paese dei coltelli”. Un posto in cui le fabbriche da cutel sostenevano gran parte dell’economia locale e dove il fumo delle forge e il suono ritmato del martello sull’incudine l’hanno fatta da padrone sino agli anni del dopoguerra. Questo, e altro ancora, è nel DNA di VERNANTE e ilVERNANTIN, kermesse tra memoria e attualità, in programma domenica 9 agosto a Vernante (CN), borgo della Val Vermenagna.
L’evento promosso dall’Amministrazione Comunale e curato dal giornalista Aldo Papa, già direttore Rai dei Canali Radio di Pubblica Utilità nonché ideatore dell’annuale Mostra saluzzese “Lame, coltelli e ferri taglienti delle Alpi Occitane”, intende essere un tributo all’arte, storia e cultura del più iconico tra i prodotti di Vernante.
Nella giornata del 9 agosto,dalle ore 10 alle 18, si svolgeranno anche dimostrazioni pratiche della Scuola del Vernantin , nel cortile interno del Palazzo Antonielli d’Oulx e di Costigliole in via Umberto I, eccezionalmente aperto al pubblico per l’evento FAI “storia e segreti di una dimora nobiliare mai svelata”. Al lavoro, sotto la supervisione dei maestri Michele Macario e Leonardo Chiappello, una decina di apprendisti.
Sempre alle ore 10, ma in Piazza dell’Ala prenderà vita l’esposizione dedicata ai “coltelli alpini delle Valli cuneesi”.
Sono attesi, assieme a Mario Vallauri, decano dei cutlé dal Vernant e Daniele Mauro, maestro del Frabosan della Val Maudagna, una decina di coltellinai provenienti, oltre che dalla Vermenagna, dalle altre Valli e dal territorio subalpino della Granda dove, già a partire da fine ‘800, si facevano coltelli ispirati alla scuola di Vernante. Presenti, tra questi, Ettore Lombardo, Sergio Belliardo, Alessandro Serra, Michele Macario, Marco Barale, Gianni Mondino ed il maestro Alessandro Simonetti che, per l’occasione, accenderà la sua forgia.